Ultime novità, nessuna novità. Continua il silenzio dell'institore, che soffre d'amore per la mancanza dei microfoni, ma più ancora per la mancanza dello sperato tornaconto: gli appalti. De Luca è stato chiaro, "solo progetti seri". Secondo il sindaco i suoi non lo erano.
L'institore tace, ma i giornali escono ogni giorno. Chi li scrive, prima godeva di una bacheca sempre florida di dichiarazioni del sedicente presidente, adesso è costretto a riempirli con parole d'altri. Ieri Murolo, oggi Malinconico, l'avvocato della Salernitana(?) Calcio 1919(?). Tommaso D'Angelo, che la sa lunga, spara in prima pagina l'intervista al legale sull'unica questione che è in grado di accendere gli animi, la Salernitana Sport.
Il sedici marzo ci sarà la settima asta per liberare la Salernitana, che andrà certamente e puntualente deserta. Questa data è interlocutoria. Dopo, giudice e curatela saranno costretti a compiere il passo successivo, dopo mesi di stanca. Da un lato potrebbero decidere di non mettere più il marchio all'asta nell'immediato. Il liquidatore Opromolla, a questo proposito, è sempre stato chiaro: non c'è fretta, non c'è alcuna necessità di chiudere subito il fallimento. Dall'altro lato, potrebbero decidere di continuare così. In tal caso abbasseranno la cifra. Col prezzo che scende e il tempo che passa, rilanciare restituirebbe con buone probabilità la Salernitana prima del giorno del novantenario. L'offerta personale, eludendo le cause, lo consentirebbe ("Le cause? Sarebbe stato il rischio minore", ammette Malinconico). Ma pare che proprio chi fa propaganda sul ritorno della Salernitana non ne voglia sapere. L'institore vuole ed ama la sua Salernitana(?), non la nostra. Malinconico (mai nome fu più consono alla vicenda!) ha dichiarato che "per l'ippocampo non ci saranno altri rilanci" (oggi su Cronache). L'ha fatto con largo anticipo, perché nel tifoso si radichi la convinzione che l'offerta è congrua e che la colpa è della curatela. "In questa vicenda abbiamo fatto importanti passi in avanti, mentre da parte della curatela non c'è stata nessuna apertura". Nel virgolettato, l'avvocato dell'institore sbaglia due volte su atti da lui stesso redatti ed in una vicenda che lo vede rappresentante. Prima dice che "rispetto alla prima proposta c'è un incremento dell'ottanta per cento. Siamo passati da ottantamila a centomila euro più iva". L'aumento è stato da centomila euro a centosessantamila più iva. Poi, che "dopo due aste deserte si poteva anche pensare di prendere in considerazione una proposta che credo ragionevole". Le aste deserte, o le offese alla Salernitana che dir si voglia, sono già sei. La settima è in programma il prossimo mese. L'ottava occasione, senza limiti alla vergogna, è rimandata alla festa di giugno. Cronache informa che la Salernitana(?) Calcio 1919(?) festeggerà il novantenario della Salernitana. Festeggerà la ricorrenza della stessa squadra contro la quale si difende in giudizio, sostenendo di essere altra e diversa. Della stessa squadra che ha contribuito in maniera rilevante a cancellare, scalzandola. Della stessa squadra della cui idendità continua a servirsi impunita, godendone i frutti senza battere cassa. Pare che la vergognosa commemorazione si materializzerà in una maglia celebrativa. L'unico evento della Salernitana che l'institore potrebbe celebrare è il suo funerale. Ma forse non avrà il tempo.
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