E' cosa nota che per la rinascita della Salernitana ci vogliono poco meno di 380mila euro più iva, nonostante la questione sia trasmessa poco e male. Pochissimi sono consapevoli che si venda un club, ma tutti sanno che chi è intenzionato con serietà deve iniziare a ragionare da questa cifra. Le dichiarazioni del curatore sono inequivocabili. Non è interesse dei creditori della società in liquidazione (s)vendere subito, perchè è ancora molto presto per chiudere il fallimento. Figurarsi (s)vendere il bene più prezioso, quel marchio dal quale dipendono le motivazioni di un ipotetico concordato e senza il quale gli stessi creditori rischiano di non avere niente.
Negli ultimi giorni ci sono stati degli sviluppi non solo "calcistici". Questo post non invita a cambiare atteggiamento a quei tifosi per i quali il capitolo US Salernitana, poi Salernitana Sport, è chiuso in favore di un altro. Se questa è la linea prescelta, c'è da prenderne atto e da comprendere le ragioni. Lo scopo è soltanto un invito alla riflessione, partendo dagli stessi fatti che lo svariato numero di testate cittadine analizza a senso unico. Sarà comunque stato efficace se ci riuscirà, pur senza far cambiare opinione.
Il comune di Salerno, tempo fa, ha pubblicato un avviso con cui si rendeva noto che la ristrutturazione dello stadio Arechi era realizzabile con capitali privati. Con questo, ha invitato alla presentazione di progetti per la stesura di quello definitivo, che sarà la base della successiva gara. Leggerlo dà la sensazione di un investimento portentoso. Testualmente, si richiede la "ristrutturazione, l'ampliamento, l'adeguamento e l'implementazione di attività economiche", cioè la realizzazione fino a compimento di un vero e proprio programma economico (nel tempio della passione cittadina). L'importo presunto per l'opera è di più di 99milioni di euro. Chi partecipa investe cento milioni in cambio degli utili di gestione e non solo. Un affare.
L'unica risposta è giunta dal più atteso potenziale acquirente del marchio della Salernitana. Registrarlo non supera le nostre competenze: un fatto che riguarda l'Arechi è un fatto che riguarda tutti i salernitani. Avervi partecipato, con ciò dimostrando la capacità di raccogliere l'ingentissima somma, è stato suo diritto. Trarne considerazioni, nostro diritto.
Questa scelta stride con il comportamento della stessa persona in un affare ben meno costoso come la rinascita della Salernitana. Il paragone qualifica per quelle che sono tutte le difese d'ufficio di cui questo potenziale acquirente gode nell'ambiente. Manco mezzo milione non è una cifra insostenibile per chi ne dimostra di muovere duecento volte tanto, né è irragionevole, se con ciò ci si aggiudica storia ed identità, che per un tifoso non hanno prezzo. Questo modo di agire conferma che manca la volontà di dimostrare che non c'è mai stata discontinuità, che si voglia una Salernitana di prima e una Salernitana(?) di dopo. Se invece a dissuaderlo fosse il rischio di risarcimento nella causa sull'appropriazione dei segni distintivi, potendo l'eventuale acquisto essere considerato implicita ammissione di aver usato nome, colore e quant'altro senza averne diritto, allora questo particolare qualificherebbe come false le intenzioni manifestate.
Ma ad aumentare (se possibile) il disprezzo per la nostra storia, questo drammatico reality riserva un'altra triste puntata. Come ormai risaputo, il potenziale acquirente suddetto ha presentato un'offerta d'acquisto del marchio in trattativa privata. Con ciò ha ufficializzato quanto vale secondo lui la Salernitana. Prima che la notizia uscisse dalla busta in cui era chiusa, le dichiarazioni rilasciate non facevano escludere sviluppi clamorosi. A giugno, la curatela aveva già considerato inadeguata l'offerta avanzata dai legali in via informale di centomila euro più iva. Ciononostante, è stata ripetuta, resa pubblica e definita "irrinunciabile".
Se questi sono i fatti, questo movimento ribadisce ciò che prima, per onestà intellettuale, è stato definito un ragionevole sospetto. Date le note circostanze relative al fallimento che tolgono ogni dubbio su quanto (poco) ci voglia per riavere la Salernitana, una simile offerta ha l'unico scopo di far apparire sensibile ad una vicenda sentimentale e delicata per la maggior parte dei tifosi.