Il lungo periodo di penuria di notizie sarà interrotto a breve. Ci sarà qualche novità di routine e qualche novità di rilievo.
Innanzitutto questa settimana sarà fissata la nuova asta per il marchio. L'unica fonte di questa notizia è il quotidiano Cronache, che ha anticipato che si terrà tra fine ottobre ed inizio novembre. La base dovrebbe essere 342mila euro più iva. L'ennesimo deprezzamento della Salernitana trova il paradosso d'essere salutato con favore innanzitutto da buona parte di chi se ne professa tifoso ancora oggi. Quando si parla dell'argomento, l'amore per una squadra di calcio, che fa sembrare stupidi agli occhi di chi non la concepisce, si trasforma come d'incanto in una coscienziosa immedesimazione nei panni del potenziale acquirente più atteso. Perle di buon senso, insomma. Come quando si riduce la questione ad un pesce del mare o quando si ignora completamente la pendenza di una causa che potrebbe avere risvolti clamorosi o quando si difende l'indifendibile citando precedenti e leggi di mercato in un affare di cuore. L'ultima è di Lira Tv. Un ospite, venerdì sera, ha dichiarato che il marchio del Napoli è stato pagato 50mila euro senza essere contraddetto. Una panzana comunque meritoria, perché dimostra quale sia l'unico vero buon senso in certe circostanze: tacere.
Altra novità è che il sei ottobre saranno messi all'asta Salernello e gli altri beni immobili della Salernitana per più di due milioni. Cronache informa che per ora non ci sono interessati. L'unico che ha aperto all'ipotesi è stato l'institore della Salernitana(?) Calcio 1919(?).
I suoi rapporti con la curatela in questi ultimi giorni non sembrano i soliti. Finora, alle parole sulla rinascita della Salernitana non sono mai seguiti i fatti, ma nell'ultima uscita il tono sembrava diverso e non certo per amore di una squadra che gli ha chiesto 25 milioni di risarcimento. E' stato preannunciato un incontro tra giudice, curatore ed institore dai soliti microfoni della televisione di stato e c'è da stare certi che questo incontro si terrà. Stando alle dichiarazioni, la motivazione sarebbe l'intento di accontentare i tifosi, che intanto continuano a dargli fiducia incondizionata. Sembra piuttosto che dietro la solita propaganda sul marchio si cerchi un accordo che scongiuri il danno economico di una sentenza sfavorevole. I nodi iniziano a venire al pettine. Non è un caso che l'incontro sia stato richiesto per la prima volta proprio adesso, alle porte della decisione in primo grado della causa che potrebbe condannare la sua società a cambiare nome e non solo. Soprattutto, la domanda della Salernitana ai giudici è un risarcimento milionario, che se riconosciuto anche solo parzialmente sarebbe una grossa grana economica per la sua società. A far riflettere è che la curatela abbia sempre lasciato intendere che l'atteggiamento tenuto dalla squadra del Lodo nei loro riguardi non sia mai stato impostato al dialogo fin dall'inizio. Non si spiegherebbe altrimenti la cocciuta determinazione nel chiamare allo stesso modo una società diversa, addirittura aggiungendovi la data di nascita, salvo oggi trovarsi in una situazione così delicata.
L'informazione cittadina, dal canto suo, mentre litiga su chi deve intervistare per primo l'institore, combattendo una guerra a suon di allusioni al veleno, appare miracolosamente compatta quando c'è da affogare la questione Salernitana. Se questa vince la causa, con quali parole lo spiegheranno a spettatori e lettori che cadranno dalle nuvole?
Innanzitutto questa settimana sarà fissata la nuova asta per il marchio. L'unica fonte di questa notizia è il quotidiano Cronache, che ha anticipato che si terrà tra fine ottobre ed inizio novembre. La base dovrebbe essere 342mila euro più iva. L'ennesimo deprezzamento della Salernitana trova il paradosso d'essere salutato con favore innanzitutto da buona parte di chi se ne professa tifoso ancora oggi. Quando si parla dell'argomento, l'amore per una squadra di calcio, che fa sembrare stupidi agli occhi di chi non la concepisce, si trasforma come d'incanto in una coscienziosa immedesimazione nei panni del potenziale acquirente più atteso. Perle di buon senso, insomma. Come quando si riduce la questione ad un pesce del mare o quando si ignora completamente la pendenza di una causa che potrebbe avere risvolti clamorosi o quando si difende l'indifendibile citando precedenti e leggi di mercato in un affare di cuore. L'ultima è di Lira Tv. Un ospite, venerdì sera, ha dichiarato che il marchio del Napoli è stato pagato 50mila euro senza essere contraddetto. Una panzana comunque meritoria, perché dimostra quale sia l'unico vero buon senso in certe circostanze: tacere.
Altra novità è che il sei ottobre saranno messi all'asta Salernello e gli altri beni immobili della Salernitana per più di due milioni. Cronache informa che per ora non ci sono interessati. L'unico che ha aperto all'ipotesi è stato l'institore della Salernitana(?) Calcio 1919(?).
I suoi rapporti con la curatela in questi ultimi giorni non sembrano i soliti. Finora, alle parole sulla rinascita della Salernitana non sono mai seguiti i fatti, ma nell'ultima uscita il tono sembrava diverso e non certo per amore di una squadra che gli ha chiesto 25 milioni di risarcimento. E' stato preannunciato un incontro tra giudice, curatore ed institore dai soliti microfoni della televisione di stato e c'è da stare certi che questo incontro si terrà. Stando alle dichiarazioni, la motivazione sarebbe l'intento di accontentare i tifosi, che intanto continuano a dargli fiducia incondizionata. Sembra piuttosto che dietro la solita propaganda sul marchio si cerchi un accordo che scongiuri il danno economico di una sentenza sfavorevole. I nodi iniziano a venire al pettine. Non è un caso che l'incontro sia stato richiesto per la prima volta proprio adesso, alle porte della decisione in primo grado della causa che potrebbe condannare la sua società a cambiare nome e non solo. Soprattutto, la domanda della Salernitana ai giudici è un risarcimento milionario, che se riconosciuto anche solo parzialmente sarebbe una grossa grana economica per la sua società. A far riflettere è che la curatela abbia sempre lasciato intendere che l'atteggiamento tenuto dalla squadra del Lodo nei loro riguardi non sia mai stato impostato al dialogo fin dall'inizio. Non si spiegherebbe altrimenti la cocciuta determinazione nel chiamare allo stesso modo una società diversa, addirittura aggiungendovi la data di nascita, salvo oggi trovarsi in una situazione così delicata.
L'informazione cittadina, dal canto suo, mentre litiga su chi deve intervistare per primo l'institore, combattendo una guerra a suon di allusioni al veleno, appare miracolosamente compatta quando c'è da affogare la questione Salernitana. Se questa vince la causa, con quali parole lo spiegheranno a spettatori e lettori che cadranno dalle nuvole?