Con queste parole è stato reso pubblico che la Salernitana non è più solo prigioniera del tribunale. Oggi è considerata il corrispettivo dei profitti personali di chi, per molti, la dovrebbe liberare. Questa dichiarazione lo dimostra senza eccezioni. Solo il fardello della riconoscenza per il falso storico d'aver salvato il calcio in città toglie peso alla loro gravità. La dirigenza vallese, cassinate e romana non si limita a sfruttare il patrimonio emotivo della Salernitana. Oggi, annuncia a gran voce di subordinare la sua rinascita ai guadagni. Tutto questo in pubblico, davanti a microfoni, taccuini, qualche orecchio che vuol sentire e nella pressocché totale mancanza di indignazione.
Fabiani, condannato a quattro anni di squalifica per rapporti preferenziali con gli arbitri, s'è lasciato scappare gli sfoghi privati dell'institore su Tv Oggi. Murolo a Telecolore, facendo da grancassa alle assurde pretese nel corso di una intervista: se il Comune non li aiuta, "potrebbe passare la voglia". L'aiuto richiesto non è alla Salernitana(?) Calcio 1919(?), bensì ad un soggetto diverso, guarda caso riconducibile all'institore. Il fumo negli occhi è la necessità delle strutture d'allenamento. Ben detto, se fosse la Salernitana(?) Calcio 1919(?) a patrimonializzarle, com'era la Salernitana a patrimonializzare Castelrovere. Ma non è affatto così. Nei non meglio identificati fax inviati al Comune, l'institore ha richiesto lo stravolgimento di piano regolatore e litorale per la costruzione di un anfiteatro, campi d'allenamento e di un albergo per le proprie tasche, il tutto con vista mare e buoni collegamenti. Per fortuna l'approssimazione li domina. Questa richiesta era carta straccia fin dall'intestazione. Un De Luca quasi sghignazzante avrebbe poco dopo dichiarato che mancava il rispetto d'ogni procedura, manco l'institore avesse ritenuto sufficiente la sua sola autorità di "sindacalista" dei costruttori e dipendente di una società di calcio per richiedere ed ottenere. Ovemai per assurdo, e solo per assurdo, si fosse accettato, la Salernitana(?) Calcio 1919(?) avrebbe semplicemente cambiato padrone di casa: dal Comune all'institore. Il quale ultimo, a sua volta, avrebbe invece dato una scossa economica alla sua vita grazie all'aiuto proprio del Comune, cioè di tutti noi salernitani. La sua azienda di costruzioni, della quale fa vanto coi numerosi cartelloni allo stadio, ha dichiarato nell'ultimo bilancio meno di ventitremila euro di utile, cioè meno di duemila euro al mese, nemmeno cinquanta milioni di lire. Quanto gli avrebbe fatto comodo un albergo? E la gestione pluriennale dell'Arechi? Il tanto altro che ci sarebbe da chiedersi non rientra nella competenza di questo movimento. Nella quale a pieno titolo si colloca la denuncia di quest'intrico di pretese con al centro il nostro marchio, come ogni altra indagine sull'esclusione della Salernitana.
Il secco diniego del sindaco da un lato ha ridimensionato la caratura del personaggio institore, dall'altro ha provocato nel rapporto una frattura, per così dire, "unilaterale". Il massimo cittadino ha diplomaticamente affermato che nulla sia cambiato e, pare, anche fosse stato, non se ne sarebbe fatto un cruccio. L'institore s'è chiuso in un lunghissimo silenzio, assai stridente col presenzialismo costante di prima. Il letargo è stato bruscamente interrotto dall'improvvisa necessità di frenare l'eccessiva chiarezza di Murolo in un'intervista a Lira tv, nel corso della quale ha per giunta smentito il ricatto al Comune senza che il giornalista avesse usato questa parola. Per convincere definitivamente che non si fosse risentito, gli è toccato presenziare ad un convegno col sindaco sulle truffe agli anziani. Comico. Qualche anno fa, l'institore, bussando alla porta di casa, si fece cedere il disegno dell'ippocampo dalla vedova novantenne del maestro D'Alma. Appena a luglio, dalle pagine di Cronache, la figlia del maestro definì l'episodio una "sceneggiata". A sua detta, l'anziana madre non aveva "perfettamente chiaro il quadro della situazione". La diserzione dell'Arechi è l'unica soluzione, per chi rivuole davvero l'Us Salernitana, poi Salernitana Sport. Una forte pedina del suo passato s'è spenta. A Miguel Vitulano l'accorato ricordo d'ogni cuore granata.
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