La Salernitana è stata liberata dal tribunale dopo quattro anni. Adesso le spetta l'unica libertà che abbia un senso: il prato verde di calcio dove nascono speranze. Speranze innanzitutto di riscatto. E' tristemente nostro il trapasso più velenoso della breve storia del Lodo Petrucci. Speranze, ancora, di gloria futura. Gloria futura su quell'unico luogo di autentica libertà che dà un senso alla sua liberazione: il prato verde di calcio dove nascono speranze. La destinazione finale è questa; il percorso che da via Papio va all'Arechi, però, allunga fino a Vallo della Lucania. Perché, se non ci sono altre ragioni?
Finché non saranno note le modalità di trasferimento del marchio, la libertà che è stata concessa alla Salernitana è su un altro prato verde. I pali che sorreggono le reti sono pali eolici e i torpedoni non trasportano tifosi, ma energia rinnovabile. L'aggiudicataria del nostro marchio è tale Energy Power. La società, guarda caso a responsabilità limitata, è riconducibile all'institore. Apparentemente, il suo personale rapporto col rischio sembra essere migliorato. A differenza che della Salernitana(?) Calcio 1919(?), non ne risulta dipendente. Ne è amministratore unico. Sangue da imprenditore? Il capitale sociale della Energy Power è diecimila euro. L'oggetto sociale parrebbe non avere a che fare con l'acquisto della nostra storia. La società nasce per la costruzione di reti e centrali per l'energia: per il suo trasporto, la sua trasformazione e la sua vendita. "A tal fine, la società può operare sia in Italia che all'estero e svolgere qualsiasi attività connessa, strumentale, affine, complementare o comunque utile per il conseguimento dell'oggetto sociale, tra cui a titolo esemplificativo e non esaustivo [...] compiere qualsiasi operazione commerciale [...]". Qualsiasi operazione commerciale. Anche l'acquisto del marchio di una squadra di calcio, per una società di energia elettrica. La rinascita della Salernitana pare poggi su questo righino. Non sembra affatto lo scranno regale che meritava sua Maestà. Che nemmeno si riveli una sedia elettrica: il tifoso vigili. A tal fine, l'imminente ricongiungimento della tifoseria è l'unico aspetto positivo di questi ultimi sviluppi.
L'estate scorsa, l'institore diede fiato a trombe e tromboni, proclamando l'offerta di acquisto del marchio. L'offerta era subordinata ad un accordo sulle cause in corso. Nessuno gli chiese conto di questi dettagli e la verginità del salvatore del calcio a Salerno rimase intatta. Ma sia le cause, sia il personale amore per la sua palla di pezza, restavano da intralcio al ritorno della Salernitana. Il tentativo successivo fu chiaramente pilatesco: centomila euro a fronte di più del triplo richiesto. Il diniego fu immediato.
Tutto questo e non solo. A corredo, offese alla storia e all'identità della squadra dei nostri padri che ogni cuore granata mai dovrebbe dimenticare. I trofei della Salernitana non gli interessavano. Eppure erano in blocchi separati da trecento euro. Gli scudi dietro i quali si nascondeva quando si infrangeva il tabù dell'ippocampo erano calciatori e categorie da conquistare. Come dimenticare il modo in cui è nata la Salernitana(?) Calcio 1919(?)? Il contributo milionario dell'Ance fu deliberato prima della pronuncia del Consiglio di Stato che determinò la nostra esclusione. Questi terribili e disgustosi ricordi resteranno indelebili. Indelebili, anche e soprattutto quando si saprà a che titolo il marchio verrà girato alla Salernitana(?). La quale ultima da quell'ora soltanto non meriterà più punti interrogativi. Ora in cui in cui si saprà se le sarà stata trasferita la proprietà del marchio o, al contrario, se cause, ragioni economiche e sete di rivalsa le consentiranno di usufruirne da "estranea". Se quattro anni senza granata non hanno scalfito l'amore, quattro anni e mille ancora non scalfiranno il nuovo proposito: Salernitana a Salerno, institore a Vallo.
Finché non saranno note le modalità di trasferimento del marchio, la libertà che è stata concessa alla Salernitana è su un altro prato verde. I pali che sorreggono le reti sono pali eolici e i torpedoni non trasportano tifosi, ma energia rinnovabile. L'aggiudicataria del nostro marchio è tale Energy Power. La società, guarda caso a responsabilità limitata, è riconducibile all'institore. Apparentemente, il suo personale rapporto col rischio sembra essere migliorato. A differenza che della Salernitana(?) Calcio 1919(?), non ne risulta dipendente. Ne è amministratore unico. Sangue da imprenditore? Il capitale sociale della Energy Power è diecimila euro. L'oggetto sociale parrebbe non avere a che fare con l'acquisto della nostra storia. La società nasce per la costruzione di reti e centrali per l'energia: per il suo trasporto, la sua trasformazione e la sua vendita. "A tal fine, la società può operare sia in Italia che all'estero e svolgere qualsiasi attività connessa, strumentale, affine, complementare o comunque utile per il conseguimento dell'oggetto sociale, tra cui a titolo esemplificativo e non esaustivo [...] compiere qualsiasi operazione commerciale [...]". Qualsiasi operazione commerciale. Anche l'acquisto del marchio di una squadra di calcio, per una società di energia elettrica. La rinascita della Salernitana pare poggi su questo righino. Non sembra affatto lo scranno regale che meritava sua Maestà. Che nemmeno si riveli una sedia elettrica: il tifoso vigili. A tal fine, l'imminente ricongiungimento della tifoseria è l'unico aspetto positivo di questi ultimi sviluppi.
L'estate scorsa, l'institore diede fiato a trombe e tromboni, proclamando l'offerta di acquisto del marchio. L'offerta era subordinata ad un accordo sulle cause in corso. Nessuno gli chiese conto di questi dettagli e la verginità del salvatore del calcio a Salerno rimase intatta. Ma sia le cause, sia il personale amore per la sua palla di pezza, restavano da intralcio al ritorno della Salernitana. Il tentativo successivo fu chiaramente pilatesco: centomila euro a fronte di più del triplo richiesto. Il diniego fu immediato.
Tutto questo e non solo. A corredo, offese alla storia e all'identità della squadra dei nostri padri che ogni cuore granata mai dovrebbe dimenticare. I trofei della Salernitana non gli interessavano. Eppure erano in blocchi separati da trecento euro. Gli scudi dietro i quali si nascondeva quando si infrangeva il tabù dell'ippocampo erano calciatori e categorie da conquistare. Come dimenticare il modo in cui è nata la Salernitana(?) Calcio 1919(?)? Il contributo milionario dell'Ance fu deliberato prima della pronuncia del Consiglio di Stato che determinò la nostra esclusione. Questi terribili e disgustosi ricordi resteranno indelebili. Indelebili, anche e soprattutto quando si saprà a che titolo il marchio verrà girato alla Salernitana(?). La quale ultima da quell'ora soltanto non meriterà più punti interrogativi. Ora in cui in cui si saprà se le sarà stata trasferita la proprietà del marchio o, al contrario, se cause, ragioni economiche e sete di rivalsa le consentiranno di usufruirne da "estranea". Se quattro anni senza granata non hanno scalfito l'amore, quattro anni e mille ancora non scalfiranno il nuovo proposito: Salernitana a Salerno, institore a Vallo.
17 commenti:
ci avete derisi, insultati oltraggiati. Ci avete chiamato in tutti i modi usando epiteti volgari e "stupidi".
ora parlate di:"imminente ricongiungimento della tifoseria". Ma quale tifoseria, quale ricongiungimento. come farete a riunirvi con i...pallapezzari?
semplicemente non siete graditi.
poi fate quello che volete, ma in questo caso per voi la dignità è un optional
Basta vi prego avete massacrato le scatole voi l'estintore e a pomp.
Chiudete questo blog prima che toccate il fondo del ridicolo.
Non capisco perchè certa gente se non è d'accordo, continui a leggere questo blog...
Quando la verità fa male...
La dignità di tifosi l'abbiamo dimostrata seguendo la Salernitana in Terza Categoria, laddove la grande maggioranza della stessa ha seguito la Salernitana(?) in Serie C, nella comoda Serie C.
Per l'altro anonimo: è sufficiente che tu non digiti il nostro link per evitare spiacevoli inconvenienti con i tuoi attributi.
infatti non credo proprio che il resto della tifoseria vi accoglierà "a braccia aperte"
mi dispiace solo per il Vikingo,perchè è una bravissima persona........
In effetti non sapete più a cosa attaccarvi, eravate sicuri che tornasse aliberti....non è accaduto, poi eravate sicuri che sarebbe sbucato dal cilindro uno sceicco mister x..non è venuto fuori, adesso dite e sperate da vigliacchi che Lombardi perda la causa....ma per favorestate zitti fate più bella figura siete il disonore della salerno sportiva siete i soliti azzeccazizzania che francamente ne faremmo volentieri a meno....e parlate di unita?
ma come farete a ritornare nel Tempio Granata?
Smettiamola... Bentornato Cavalluccio, bentornata a casa Salernitana... Ricompattiamo la tifoseria e ritorniamo Grandi... Forza Ragazzi
please, trovate un solo post in cui si parla del ritorno di aliberti o di uno sceicco...
Pietro la tifoseria è sempre stata compatta nel tifare Salernitana, non vedo quindi il motivo di divisione...non è mai avvenuto, 50/20 persone che stanno a casa non significa divisione di tifoseria.
Per anonimo che parla di Aliberti e di azzeccazizzania:ma dove le hai lette ste cose?? fà che hai sbagliato blog?
ma basta...cancelliamo questi ultimi anni e ripartiamo tutti insieme e uniti! Siamo tutti salernitani e amiamo la nostra Salernitana che è una sola ed è stata sempre una sola! Adesso e ritornato anche il nostro Ippocampo, cosa vogliamo di più? Pensiamo a fare i tifo e sosterLa sempre, tutti insieme!!! Solo l'ignoranza può alimentare divisioni tra di noi!
adesso voglio vedere se ritornate allo stadio ma non in curva sud,qualla che voi avete tanto insultato andate in altri settori W LA NUOVA GUARDIA I VERI ULTRAS DI SALERNO
UN PRESIDENTE C'E' SOLO UN PRESIDENTE ANTONIO LOMBARDI
che ognuno ci accolga come ritiene opportuno...
un institore, c'è solo un institore, un institooooooreeeeee c'è solo un institooooooooreeeeee
Avete finito le scorte di fissan in città.
C'è solo un presidente.
LOMBARDI UNO DI NOI
x salerno: veramente quelli derisi sono stati i tifosi della Salernitana che hanno avuto la coerenza e il coraggio di seguirla pure in terza categoria. Quelli che non hanno mai sventolato una palladipezza e se ne sono infischiati della categoria. Quelli che per 4 anni non hanno tifato per un'altra squadra, rimanendo fedeli alla Salernitana con il cavalluccio. E' questa gente che è stata derisa e oggi, come puoi leggere tu stesso, viene derisa ancora. Si, perchè chi è fedele viene deriso. Chi è coerente viene deriso. Chi non salta opportunisticamente sul carro del vincitore viene deriso.
Oggi diamo sfogo allo sberleffo per i 20 sfigati che dal 2005 ci hanno sfracassato con la coerenza, la fede la palladipezza ecc....
adesso che hanno fallito iniziano a lamentarsi sul fatto che la gente è contro di loro.
Quindi accettassero le conseguenze per le loro azioni anti salernitana e chiedessero scusa....MA NON BASTEREBBE devono stare lontani per sempre dall' ARECHI.
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