A breve scoccherà il novantenario della nostra squadra. Tra il nuovo club calcistico e la presunzione di festeggiare una ricorrenza che non gli appartiene ci sono di mezzo campionato, risultati e futuro incerto. Di certo, invece, c'è solo il passato: ciò che segue, di evidente interesse per tutti i salernitani, farà strabuzzare gli occhi.
Il cinque agosto del duemilacinque, quattro giorni prima che il Consiglio di Stato si pronunciasse contro la Salernitana Sport e cinque giorni prima della conseguente esclusione disposta dal Consiglio Federale, l'Ance Salerno, presieduta dallo stesso soggetto che presiedeva il consiglio di amministrazione della neocostituita Salernitana(?) Calcio 1919(?), deliberò a favore della stessa un milione e duecentomila euro (si veda il bilancio consuntivo e la relativa relazione del collegio dei revisori dei conti in allegato).
Chi è esperto non avrà bisogno d'altro. Proviamo a chiarire per chi non lo è. L'Ance Salerno, per "consentire l’iscrizione della beneficiaria al campionato di serie C1 e al rilascio di fideiussioni presso la Federazione Gioco calcio” (testualmente dal documuento del consulente fiscale dell'associazione allegato), assunse una scelta quantomeno ardita: destinò al neonato club una così ingente cifra, quando ancora non si sapeva se ci sarebbe stata la possibilità di aderire al Lodo Petrucci. Ovvero, quando ancora non si sapeva se la Salernitana Sport sarebbe stata esclusa dalla Serie B. Questa mossa costò una perdita di più di seicentomila euro in bilancio (si veda la voce "d" del consuntivo duemilacinque allegato), ma consentì al futuro institore vallese di apparire come salvatore del calcio a Salerno. Si apprende da un quotidiano locale dell'epoca, sia pure nella giungla di qualche riga sperduta, che la vicende finì in procura: "Scattata la denuncia degli scontenti, il presidente granata ha pensato bene di chiudere i rapporti tra l'Ance e la Salernitana". L’Ance Salerno nasce per tutelare i costruttori della città e della provincia. Il trasferimento, a titolo di generico "contributo", fu giustificato da una teoria singolare: "la sopravvivenza della squadra di calcio di Salerno a livello professionistico avrebbe evitato gravi conseguenze (anche) nel settore delle costruzioni" (testualmente dal parere pro veritate allegato). Con onestà e aderenza ai fatti, quale rapporto ci sia tra il pallone, la sua sopravvivenza e l'edilizia, a noi semplici tifosi risulta difficile da comprendere. A meno che non si voglia lasciare spazio all'immaginazione. Che il lettore usi liberamente la sua e faccia le opportune considerazioni. Come si sia conclusa la vicenda giudiziaria, o se essa sia ancora in corso, al momento non è dato di saperlo. Ma non disperiamo, c'è sempre la promessa conferenza stampa di fine anno sui motivi per cui a Salerno è difficile fare calcio. Magari ci si spiegasse come si facesse a prevedere che la nostra amata Salernitana non sarebbe stata iscritta, quando per farlo, al Consiglio di Stato, fu necessario il voto decisivo del presidente del collegio giudicante! Ci chiediamo: sarà una lezione sul coraggio d'impresa o una conferenza stampa confessoria? Per intanto, il paradosso della salvezza del calcio in città pare proprio un monumento insieme alla menzogna e a quanto sappia essere credulona la nostra amata e contraddittoria Salerno.
Ma il tempo è galantuomo. Chi non ha mai ceduto alle sirene della categoria (che sirene racchie, poi, quelle della Serie C...), prova ad un tempo, in questi avvenimenti, dolore e gioia. Dolore, per il disgusto che provoca l'associazione alla nostra amata Salernitana di questi fatti e dei loro protagonisti, che cionondimeno se ne dichiaravano in pubblico tifosi. Gioia, perché l'amore per la casacca granata si conferma una splendida favola, la cui morale incoraggia e fortifica. Tra ideologìe tramontate e disillusione diffusa, l'attaccamento alla squadra del cuore, nel rispetto della sua storia e della sua tradizione, è ancora capace di far sognare giovani e meno giovani. Senza storia e tradizione, valori innanzitutto di vita, questo sport e la fede in un club non hanno ragione d'esistere. Dunque, aspettiamo il ritorno dell'Unica, cogli interessi che quattro anni di ipocrisie ci impongono: Salernitana a Salerno, institore a Vallo.




12 commenti:
Seguo con interesse il vostro Forum e leggo i vostri articoli. Le conclusioni che si traggono (in questo caso, come in altri) sono estremamente gravi e cominciano a fare un pochino di luce su una vicenda (l'esclusione della SalernitanaSport dal campionato di B nel 2005) che ha troppi punti oscuri. A questo punto vi chiedo: sarà possibile tirare fuori altre verità nascoste così da far aprire gli occhi, si spera, a tanti salernitani onesti ma creduloni? Grazie
Giuseppe, innanzitutto scusaci per il ritardo nella risposta.
A naso, di altre verità nascoste credo ce ne siano eccome. Ci sono, però, due problemi: uno, chi dovrebbe non te ne informa: se vuoi conoscerle devi azionare il cervello e armarti di tanta buona volontà; due, che la menzogna del salvataggio del calcio a Salerno è così radicata che nemmeno i documenti la scalfiscono.
A Salerno, ahinoi, il giudice supremo è solo il campo...
Ps: t'invitiamo a discutere nel forum.
Da questo si evince che fortunatamente Salerno AMA ancora la SALERNITANA, a dimostrazione che un manipolo di imprenditori ha fatto uscire 1.500000 per far continuare la STORIA GLORIOSA DELLA SALERNITANA.....non credo che potevano ripianare i debiti del sangiuseppese che ammontavano a 32.000000 milioni di euro...
Grazie ANCE grazie ISTINTORE (Sig. Lombardi presidente della SALERNITANA....UNICA E SOLA AUTORIZZATA DALLA F.I.G.C.).
"Unica e sola autorizzata dalla FIGC" è stupendo, fa il paio con il "Grazie Carraro" di qualche tempo fa...
No fa il paio che nessuno può mettere il nome SALERNITANA oltre che noi....(fonte FIGC), studiate su questo punto (nessuna persona anche prendendo il marchio alla fallimentare può iscrivere la squadra con il nome SALERNITANA....per questo Lombardi non ha mai partecipato all'asta TRANELLO sa bene che solo lui può usare nome,colori e marchio(speriamo presto).
x l'ultimo anonimo: La denominazione della squadra di Lombardi è "Salernitana calcio 1919". La denominazione della Salernitana in vendita all'asta, (cioè quella che fino al 2005 ha giocato in serie B e poi ha continuato fino a gennaio 2006 in terza categoria) è "Salernitana Sport". Quindi innanzitutto sono due club calcistici diversi e l'aggettivo "salernitana" nella denominazione sociale è stato usato prima dalla Salernitana Sport, e replicato dalla squadra di Lombardi prima che la Salernitana Sport smettesse l'attività sportiva. Quindi, anche se si volesse seguire quanto tu dici (che comunque è sbagliato), è il club calcistico di Lombardi quello che ha utilizzato l'aggettivo "salernitana" senza averne diritto in quanto già usato da un altro club calcistico (la Salernitana Sport). Perciò ti sei dato la zappa sui piedi da solo.
Per la FIGC non è così, chiedete in federazione ed avrete la risposta...Lombardi non è fesso.
essendo del palazzo (come dite voi) per caso mi sono ritrovato qui a leggere questi commenti e dico che in effetti l'autorizzazione del nome è stato dato dalla FIGC e nessuno e dico nessuno può usare il nome Salernitana in ambito calcistico al di fuori dell'attuale dirigenza.
Qualcuno si crede che siamo nati ieri.
Comunque per dimostragli che non è così gli consiglio di andare a farsi un giretto a Pisa e vedere cosa è accaduto là con il Pisa Sc e con il Pisa calcio.
Infine, a chi ha detto che Lombardi non è fesso, io rispondo che è proprio vero, ma attenzione perchè il furbo esiste in quanto esiste chi è fesso. A buon intenditor poche parole.
Ecco qui: http://www.iotifopisa.com/forum/pisacalcio-o-pisasc-t297p12.html
potete leggere a cosa mi riferisco.
Vorrei solo precisare che se è vero che il 5 Agosto ancora non si era pronunciato il Consiglio di Stato, in quella data la FIGC aveva già escluso la Salernitana Sport S.p.A. (in realtà lo aveva fatto a metà Luglio), quindi non c'è nulla di "scandaloso", come dall'articolo sembrerebbe voler far credere.
Inoltre in tale data è stata "stanziata" una cifra, NON vuol dire che è stata versata in quel giorno, per essere GIUSTAMENTE pronti in caso di sentenza negativa del Consiglio di Stato (come poi è accaduto).
Tirano fuori solo cretinate, non accettano che hanno sbagliato treno..erano troppo amici per lasciarlo solo.
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