sabato 29 novembre 2008

Si tifa per un institore o si tifa per un club?

L'offerta d'acquisto del marchio, proclamata dalla Salernitana(?) Calcio 1919(?) ed amplificata dalla maggior parte delle testate locali, non c'è stata. Non c'è stata ancora, eccepirebbero i fedelissimi dell'institore di Vallo. Una busta chiusa con una richiesta transattiva e un'offerta per acquietare quella parte di tifosi che rivuole la Salernitana potrebbe ripetersi. Potrebbe, ma con la consapevole coscienza, in chi la scriverà ed in chi la riceverà, che non sortirà alcun effetto. Pare che stavolta verranno offerti 130mila euro. Trentamila euro in più, per i quali viene da chiedersi se il vero dramma per la società del 2005 non sarebbe una clamorosa accettazione. Ma degli aspetti "formali" della vicenda il blog ne è pieno: sono state già fissate le due prossime gare d'asta e la base resterà 350mila euro. Ciò che conta è altro. Lo sporadico lettore lo avrà già colto. L'unica certezza che questa squallida vicenda gli offre è che, a breve, la Salernitana non ritornerà. Giova quindi fermarsi a riflettere sul periodo di storia granata più cupo che si sarebbe mai immaginato.
La Salernitana è fallita nel 2006. Per quattro volte, lo stesso ambiente che dovrebbe porsene ad estremo baluardo le ha negato la possibilità di rinascere. La vicenda è così anomala che è difficile contenerla nelle mura della città, per lavare in famiglia i panni sporchi. Anche ieri qualche sua traccia è sfuggita, giungendo fin sulle pagine de La Repubblica. Repubblica, Corriere della Sera, Giornale e Unità la ritengono a vario titolo interessante. A Salerno, invece, l'ambiente ha degradato la Salernitana ad un tabù, tumulandone i ricordi tra gli annunci delle aste di tribunali.
Dinnanzi a tanta tristezza è necessario che si reagisca a quest'onta con uno scatto d'orgoglio, che, malgrado tardivo, resta quanto mai necessario. Non tocca ai tifosi l'esborso della cifra richiesta dalla fallimentare. Tocca però ad essi, ed imprescindibilmente, far comprendere come questa questione sia preminente rispetto ad ogni altra. Prestarsi ancora ai calcoli di chi dietro gli stessi vi nasconde bugìe e smanie di protagonismo è come legittimare gli atteggiamenti più offensivi che la Salernitana abbia mai subito dal 1919. Tre anni sono sufficienti per adoperare l'unico strumento "coercitivo" di cui il singolo dispone: disertare lo stadio, non riconoscere la squadra attuale ed attendere che la Salernitana risorga grazie a chiunque le dimostri rispetto nell'unico modo in cui rispetto possa dimostrarsi, riscattandola dal tribunale e schierandola su un qualsiasi campo di calcio. Oggi, questo comportamento suona come l'unico dovere di chi ama la nostra squadra. E' scaduto il tempo in cui residui di ragionevolezza giustificavano atteggiamenti diversi. E' giunta l'ora in cui chi sostiene davanti ai giudici che la Salernitana è una squadra differente, non disdegnando altrove di sfruttarne tutto il patrimonio emotivo, riceva una risposta adeguata a quest'atto di viltà.
Per converso, continuare ad andare allo stadio significa legittimare la strategia dell'institore di Vallo della Lucania. Significa consentirgli di profittare della squadra dei nostri padri senza esserne tifoso, piuttosto essendone dichiarato avversario, in giudizio come dovunque si tocchi il tabù chiedendogliene conto. Continuare a seguirlo significa tifare per una persona che, avendo cessato la carica di presidente contestualmente all'ingaggio del condannato Fabiani, non subirà le conseguenze di un eventuale futuro fallimento della sua società. Significa tifare per l'institore in persona, per la squadra senza tradizione che egli rappresenta e per chi ritiene che la nostra identità venga dopo calciatori e categorie. Facciamo capire che un pallone che rotola senza storia non ha alcun senso: fieri e sicuri dell'unicità della scelta, riprendiamoci la Salernitana, cominciando da questo passo!

1 commento:

Anonimo ha detto...

piu' che un commento vorrei fare un apprezzamento sull'ennesimo comunicato che ha centrato il problema di cui noi discutiamo. questo comunicato tuttavia lo vedrei benissimo sui muri della nostra citta'. da parte mia sosterro' sempre qualsiasi vostra azione in qualsiasi modo venga fatta affinche' la nostra amata SALERNITANA ritorni in campo.