Se non stessimo in una città che ha dimenticato la sua massima identità calcistica o che, se non l'ha fatto, continua a prestarsi ad un ibrido senza tradizione, le solite cantilene del potenziale acquirente più atteso dovrebbero essere rispedite al mittente per quelle che sono. O forse nemmeno. Talvolta sono completamente comiche e tralasciarle sarebbe delittuoso. In un suo intervento nella solita televisione di stato, che solo qualche anno fa sosteneva che la sua squadra non fosse granata ma ciclamino, l'institore da Vallo della Lucania ha scomodato addirittura la crisi americana del New Deal per evitare di render conto di promesse e proclami. Chi s'illude che questo signore muoia dalla voglia di riportare la Salernitana in campo, deve fare i conti con queste dichiarazioni e con l'obbiettività di valutarle senza attenuanti e finti meriti storici: "La situazione è difficile... ci vuole calma e pazienza... viviamo un periodo di crisi mondiale come quella del '29". Eppure, fuori Salerno, non risulta a nessuno che tra le ripercussioni della crisi dei mutui ci sia l'impossibilità assoluta, ma soprattutto incontestabile, di cacciare trecentocinquantamila euro per far rinascere la Salernitana. Proprio al contrario, a "crisi del 2009" appena annunciata, il sindaco De Luca, sia pure riferendosi alla necessità di rafforzare la sua squadra, ha invitato l'institore a "mettere mano al portafoglio".
Di mondiale, insomma, c'è solo la confusione tra le due squadre che una gestione rionale è riuscita a portare... oltremanica. Lo zaino ufficiale della Salernitana(?) Calcio 1919(?), infatti, prodotto dall'inglese Umbro, porta sui lati l'ennesima conferma di quanto sia stato arrogante aver scelto questo nome. L'indirizzo del sito internet stampato non solo è sbagliato, ma è addirittura quello della stessa società che ha chiesto 24 milioni di euro di risarcimento proprio per questi equivoci, quasi a dimostrazione della fondatezza delle sue ragioni. Tra l'altro, lo stesso dominio web è in vendita insieme con il marchio nell'asta già disertata più di una volta. Ma che ragione ci sarebbe, allora, di presentarsi alla fallimentare per comprare beni già clonati? Anche questa materia sarà vagliata dai giudici.
Di mondiale, insomma, c'è solo la confusione tra le due squadre che una gestione rionale è riuscita a portare... oltremanica. Lo zaino ufficiale della Salernitana(?) Calcio 1919(?), infatti, prodotto dall'inglese Umbro, porta sui lati l'ennesima conferma di quanto sia stato arrogante aver scelto questo nome. L'indirizzo del sito internet stampato non solo è sbagliato, ma è addirittura quello della stessa società che ha chiesto 24 milioni di euro di risarcimento proprio per questi equivoci, quasi a dimostrazione della fondatezza delle sue ragioni. Tra l'altro, lo stesso dominio web è in vendita insieme con il marchio nell'asta già disertata più di una volta. Ma che ragione ci sarebbe, allora, di presentarsi alla fallimentare per comprare beni già clonati? Anche questa materia sarà vagliata dai giudici. Scomodare una crisi mondiale è stato come spararla troppo grossa. Soprattutto alla luce delle ultime indiscrezioni. Mentre quando si parla di Salernitana Sport si ricorre a qualsiasi scusa, anche grossolana, per non cacciare il poco che ci vuole, pare che dei membri della Salernitana(?) Calcio 1919(?) siano volati fino all' Allianz Arena di Monaco di Baviera per prendere spunto dal modernissimo impianto in vista della ristrutturazione dello stadio. Per il business della gestione di un Arechi polifunzionale, dal quale trarrà profitto innanzitutto l'institore e solo poi, di riflesso, la sua squadra, non c'è spesa che tenga. Per la Salernitana e la sua rinascita, no.
Intanto, i legali della squadra del 2005 hanno annunciato un'offerta migliorativa. E' presumibile si cerchi ancora una volta un accordo sulle cause in cui rientri in qualche modo anche il marchio. Un'indiscrezione riportata da Cronache vuole che stavolta saranno offerti centottantamila euro (numero del 23 ottobre). Neppure questo porterà a niente e l'institore lo sa bene. Le due aste che sono state fissate hanno entrambe la stessa base. Questa circostanza dimostra l'intenzione della curatela di non accettare niente al di sotto di quella cifra. Nessuno si illuda, questa mossa potrebbe rivelarsi il solito tentativo per calmare eventuali malumori.
Intanto, i legali della squadra del 2005 hanno annunciato un'offerta migliorativa. E' presumibile si cerchi ancora una volta un accordo sulle cause in cui rientri in qualche modo anche il marchio. Un'indiscrezione riportata da Cronache vuole che stavolta saranno offerti centottantamila euro (numero del 23 ottobre). Neppure questo porterà a niente e l'institore lo sa bene. Le due aste che sono state fissate hanno entrambe la stessa base. Questa circostanza dimostra l'intenzione della curatela di non accettare niente al di sotto di quella cifra. Nessuno si illuda, questa mossa potrebbe rivelarsi il solito tentativo per calmare eventuali malumori.
