mercoledì 12 novembre 2008

Salernitana, un ricordo... Malinconico!

C'è qualcosa di irrazionale che tocca il cuore, che non può rispondere a nessuna logica e a nessun calcolo a mente fredda. E' l'amore per la Salernitana, l'unica degna di tal nome. Un amore che resta immutato nonostante non giochi più da tre anni.
C'è qualcuno che da tre anni non rispetta questo sentimento. C'è qualcuno che ha trovato nella vetrina che spettava e continua a spettare alla Salernitana un'occasione personale determinante. Col benestare della quasi totalità della stampa locale e di gran parte della tifoseria organizzata si continua ad illudere chi non si è ancora rassegnato a sostituire una squadra senza tradizioni alla Salernitana. Quando la rivedremo in campo? Le solite cantilene dell'institore della Salernitana(?) Calcio 1919(?) pare non abbiano altro effetto che continuare ad incantare chi non ha esaurito la fiducia nei suoi riguardi. Come già scritto, la curatela ha fissato due date d'asta. Il motivo non è la probabilità che la prossima del 19 gennaio andrà deserta. Il motivo è lasciare intendere la ferma intenzione di non scendere al di sotto della base (trecentocinquantamila euro più IVA). La cifra richiesta in giudizio (anche) alla Salernitana(?) Calcio 1919(?) è di circa 24 milioni di euro. Quando l'institore si nasconde dietro le sue promesse, non si riferisce all'acquisto del marchio, ma ad un accordo che tolga di mezzo le cause e nel quale, secondariamente, rientrino anche i beni immateriali. C'è un precedente: d'estate, i legali dell'institore hanno già chiesto una transazione alla Salernitana. C'è un altro indizio: partecipare all'asta non consentirebbe di accordarsi per le cause, trattare privatamente sì. Non occorre nessuna particolare competenza per comprendere che la richiesta di porre fine ad una pendenza di svariati milioni per nemmeno duecentomila euro (le ultime voci) non sarà neanche presa in considerazione. Soprattutto dopo le dichiarazioni di domenica a Lira Tv di Malinconico, avvocato della squadra del 2005.
Il legale ha dichiarato che se anche qualche altro soggetto comprasse il marchio, non potrebbe utilizzarlo in nessun campionato perché "si creerebbe confusione", essendoci già un'altra squadra con lo stesso nome (la sua). Questa dichiarazione suona come una confessione. Tra le domande rivolte al giudice di Napoli, la Salernitana ha chiesto che le si riconoscesse l'esclusiva di utilizzare quel nome, per la confusione che la stessa parola (lo stesso colore e lo stesso settore) determina tra le due società. Sarebbe opportuno da parte della curatela fornirsi di questo documento, il cui notevole valore appare evidentissimo.
Negli ultimi giorni ha tenuto banco l'ipotesi "colletta" promossa da un club di Torino che sostiene la Salernitana(?) Calcio 1919(?). Le motivazioni di questa iniziativa sono lodevoli ed è meritorio aver fatto parlare della questione giornali e televisioni. Pare che la Banca di Salerno si sia detta disponibile a collaborare. Tralasciamo il paradosso di regalare uno storico club a chi finora lo ha mortificato degradandolo al valore di un monolocale. Tralasciamo la quasi impossibilità pratica della sua realizzazione. Anche se si riuscisse a rilevare il marchio in questo modo e lo si girasse alla squadra del 2005, la si porrebbe nell'imbarazzo di dover utilizzare qualcosa che le si potrebbe ritorcere contro nelle cause. Si pensi alla vicenda della bozza D'Alma. Il simbolo dell'ippocampo è una componente del marchio Salernitana. Questa circostanza ha dissuaso l'institore dall'utilizzo di un qualsiasi ippocampo, anche diverso, apposto su una maglia granata (o amaranto?) per una società che (ancora) si chiama Salernitana(?). Non l'ha utilizzato proprio per convincere i giudici che non c'è confusione tra la sua squadra e l'US Salernitana, poi Salernitana Sport (confusione che, come detto sopra, Malinconico si è lasciato scappare che invece ci sarebbe, se un'altra squadra utilizzasse il marchio e s'iscrivesse ad un campionato). Con le cause in corso, utilizzare questo marchio, comprato o reglato che sia (ed a questo proposito, l'ostacolo non sarebbe certo a quale titolo trasferirlo), è una mossa rischiosa che l'institore di Vallo della Lucania ha già dimostrato di non voler fare. Dunque, il problema non sta nell'enormità di una cifra, che invece è un affare per ciò che si compra. Il problema sta nelle cause. Ma non solo. L'impressione di chi non crede alla leggenda del "salvatore del calcio a Salerno" è che l'institore preferisca il suo simbolo (la palla di pezza) e una Salernitana(?) diversa. Il marchio assicurerebbe quella continuità storica per cui non si potrà più parlare della "sua" Salernitana(?), ma di quella di sempre. Insomma, pare ben chiaro che per lui le due squadre sono diverse e che ciò non lo turbi affatto.
Se è così, come ci si può augurare che il nostro club, in un modo o nell'altro, cada nelle sue mani? Solo l'amore per Salerno e il desiderio di riunificare la tifoseria potrebbero prevalere su cuore e ragione. Ancora Lira Tv, commentando il virgolettato comunque forzato de l'Unità sul nostro pensiero, ne fa una questione di "punti di vista". Proprio così. Il nostro punto di vista è supportato dall'amore che c'ha portato fin nei campetti di periferia e da tutte queste ragioni. Finanche Cronache, il mezzo di informazione più sensibile al ritorno della Salernitana, affida il commento dell'articolo dell'Unità a chi dimostra di non aver mai letto il nostro pensiero, definendoci "il movimento che auspica il ritorno del cavalluccio sulle magliette della Salernitana". La Salernitana non ha mai perso il suo ippocampo né la sua identità. La Salernitana(?) un ippocampo non l'ha mai avuto. Noi non auspichiamo il ritorno di un simbolo, ma il ritorno del massimo club calcistico della città. Ma che ciò accada a breve e che alle parole del'institore seguano i fatti, non scommetteremmo nemmeno... cinquanta centesimi!

1 commento:

Anonimo ha detto...

La colletta è un'iniziativa lodevole, purtroppo difficile da realizzare perché qui sperare in Lombardi è come aspettar Godot: lo aspetti e poi non arriva mai. Qui molti si devono mettere il cuore in pace: l'ippocampo a Salerno non lo vedremo più, a meno che di una riscossa forte della città: decisamente ardua (in tutti i sensi possibili). Cosa accadrà? A mio parere due cose: primo, non vedremo il cavalluccio prima della "festa" per i 90 anni. Secondo: vista la situazione tecnica della "salernitana" si dirà che sono più importanti i giocatori della Salernitana (quella vera). Risultato: che desolazione. Gli unici seri siete voi, non mollate