Nell'estate del duemilacinque, alla città di Salerno fu riservato un trattamento peggiore rispetto ad altre piazze. La Salernitana non fu iscritta al campionato di Serie B, nonostante versasse in condizioni pari o migliori rispetto ad altri club. La reazione fu combattuta tra l'occasione di sbarazzarsi di una persona e l'orgoglio di difendere la propria storia. Gli avvenimenti successivi avrebbero messo a dura prova la completezza della norma in forza della quale si sarebbe garantito il calcio professionistico. Mentre un gruppo di costruttori costituiva una nuova società che avesse titolo per l'iscrizione al campionato immediatamente inferiore, la Salernitana, sicura dell'ingiustizia subita, decise di continuare a testa alta la propria esistenza in Terza Categoria. La tifoseria si trovò di fronte alla scelta di accompagnarla fino alla morte, riscattando in questo modo lo schiaffo subito dall'intera città, o di scendere a compromessi con chi aveva posto ottantasei anni di professionismo nelle condizioni di scomparire. I propositi personali di spaccatura dell'ambiente di chi aveva comunque iscritto la Salernitana dopo l'esclusione non lasciarono spazio, e non lo lasciano dopo tre anni, alla comprensione delle ragioni di chi sopportò un capitombolo di otto serie per solo amore per la Salernitana, quindi, per Salerno. Di contro, la presunta necessità di difendere la città in un campionato calcistico professionistico non lasciò spazio, e non lo lascia dopo tre anni, alla comprensione delle ragioni di chi ha badato unicamente ad essa, trascurando la Salernitana.
Proprio nel momento in cui il tempo ed il nuovo palcoscenico sembrano aver dissuaso anche l'ultimo presidio di orgoglio di chi, nel frattempo, è stato colpevolmente abbandonato nelle sue posizioni da tutte le componenti, il Wild Group 1986 rilancia la sua lotta per riavere la Salernitana. In uno slogan che, in sei parole, racchiude delusione, rabbia, orgoglio e speranza, Wild Group 1986, promuovendo un movimento di pensiero aperto a tutti coloro che ancora aspettano il ritorno della Salernitana, mantiene alto il desiderio imprescindibile di una parte della città di riavere l’unica massima espressione calcistica di tradizione.
Sei parole che contribuiranno a ricostruire umilmente, ma orgogliosamente, tanto nell’approccio al calcio, quanto, ove occorra, in altri campi, un senso d'appartenenza autenticamente salernitano, che negli ultimi anni sembra essersi smarrito in culture e modi di fare che non appartengono alla nostra città.
Sei parole che sintetizzano meglio di ogni altra frase, o articolo, o discorso, che per una parte cospicua e trasversale di salernitani nessun altro simbolo, nessuna altra denominazione, nessuna altra storia potrà e dovrà sostituirsi a quelli della Salernitana.
Sei parole che mantengono e manterranno sempre alta l’attenzione su quell’unica verità che questa città sta negando a sé stessa, in nome di un equilibrio che soffoca chi è colpevole esclusivamente di pretenderne il ritorno in campo. L’unica verità è che la Salernitana è il marchio che si vende in tribunale, con conseguente rischio reale di perdere definitivamente l’unità della tifoseria.
Chiunque si riconosca in questo manifesto, Ultras, tifoso o semplice appassionato, che attenda la Salernitana all'Arechi o fuori da esso, che ne sia indifferente ma che non di meno ami la città, la sua storia e la sua identità, segua, sostenga e incrementi l'attività d'opinione di questo movimento!
Una sola fede, un solo simbolo!
Proprio nel momento in cui il tempo ed il nuovo palcoscenico sembrano aver dissuaso anche l'ultimo presidio di orgoglio di chi, nel frattempo, è stato colpevolmente abbandonato nelle sue posizioni da tutte le componenti, il Wild Group 1986 rilancia la sua lotta per riavere la Salernitana. In uno slogan che, in sei parole, racchiude delusione, rabbia, orgoglio e speranza, Wild Group 1986, promuovendo un movimento di pensiero aperto a tutti coloro che ancora aspettano il ritorno della Salernitana, mantiene alto il desiderio imprescindibile di una parte della città di riavere l’unica massima espressione calcistica di tradizione.
Sei parole che contribuiranno a ricostruire umilmente, ma orgogliosamente, tanto nell’approccio al calcio, quanto, ove occorra, in altri campi, un senso d'appartenenza autenticamente salernitano, che negli ultimi anni sembra essersi smarrito in culture e modi di fare che non appartengono alla nostra città.
Sei parole che sintetizzano meglio di ogni altra frase, o articolo, o discorso, che per una parte cospicua e trasversale di salernitani nessun altro simbolo, nessuna altra denominazione, nessuna altra storia potrà e dovrà sostituirsi a quelli della Salernitana.
Sei parole che mantengono e manterranno sempre alta l’attenzione su quell’unica verità che questa città sta negando a sé stessa, in nome di un equilibrio che soffoca chi è colpevole esclusivamente di pretenderne il ritorno in campo. L’unica verità è che la Salernitana è il marchio che si vende in tribunale, con conseguente rischio reale di perdere definitivamente l’unità della tifoseria.
Chiunque si riconosca in questo manifesto, Ultras, tifoso o semplice appassionato, che attenda la Salernitana all'Arechi o fuori da esso, che ne sia indifferente ma che non di meno ami la città, la sua storia e la sua identità, segua, sostenga e incrementi l'attività d'opinione di questo movimento!
Una sola fede, un solo simbolo!
2 commenti:
bravi ragazzi, io sono con voi, anche quest'anno resterò fuori dall'arechi.
Spero che tramite questo blog terrete informati tutti noi delle vicende che riguardano la nostra vera e unica salernitana.
UNA SOLA FEDE UN SOLO SIMBOLO
Diffondiamo la nostra voce! La gente deve sapere. Basta con le furbate e con gli equivoci portati avanti da chi utilizza il nome della Salernitana per lucrare. Rivogliamo la vera Salernitana in campo!
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