Domani, giovedì 10 luglio, si avrà la quarta occasione per riavere la Salernitana. L'identità di un club che l'anno prossimo compirà novant'anni, parte oggi da una base di 380mila euro. Per questa cifra si acquista la denominazione originale Salernitana Sport, il diritto di usare il colore granata associato a questa denominazione, il simbolo figurato che contraddistingue il club e lo scudetto raffigurante l'ippocampo stilizzato. Sul marchio, così descritto, l'acquirente potrà esercitare quei diritti pieni ed esclusivi, che fino alla vendita spettano e spetteranno unicamente alla Salernitana in liquidazione. Tra gli altri, il diritto alla "identità sportiva, intesa come salvaguardia della storia e dei meriti sportivi della Salernitana Sport", il diritto di "trarre ogni utilità in termini economici e di prestigio in conseguenza della trascorsa attività sportiva della Salernitana Sport", ogni diritto "riguardante la storia del sodalizio, i meriti sportivi e l'attività sportiva esercitata" ed ogni altro di "utilizzazione economica avente ad oggetto attività del sodalizio". Le fonti di queste informazioni sono la perizia del tribunale sul marchio e il formulario di contratto che sottoscriverà l'acquirente.
Da questi dati ufficiali, nessuno che abbia credibilità può negare che in vendità è posta l'identità della Salernitana. Questo movimento, partendo da questo assunto e analizzandolo all'interno del contesto attuale come segue, sotiene con forza che all'asta sarà posta in vendita per la quarta volta la Salernitana. Ecco perchè.
La nostra squadra del cuore può rinascere in due modi. Il ritorno in campo ideale sarebbe quello che passa attraverso il concordato fallimentare. Questo è astrattamente possibile. Con un simile passivo, resta verosimilmente legato all'esito delle cause in corso, nelle quali sono in ballo decine di milioni che, se corrisposti alla Salernitana, renderebbero fattibile l'ipotesi. Oggi è azzardato considerarlo probabile, ma ignorarne del tutto la realizzabilità è gravissimo. Sarebbe compito dei media informarne l'opinione pubblica salernitana con molta più determinazione di quanta ne sia stata profusa finora, di modo che ciascuno sia messo in grado di valutare comportamenti e scelte dei protagonisti in senso lato di questa triste vicenda. Qualora il marchio andasse venduto a chicchessia, in qualsiasi tempo ed in qualsiasi forma, ma prima di un ipotetico concordato, per il tifoso sarebbe inutile la salvezza della società dallo scioglimento. Questa sarebbe ormai priva del diritto a chiamarsi Salernitana Sport, ad usare il colore granata ed ad utilizzare il cavalluccio stilizzato. Si ritroverebbe così acefala: sul piano emotivo, non avrebbe più quegli unici connotati nei quali il sostenitore si identifica; sul piano giuridico, avrebbe perso tutti i diritti elencati all'inizio. Detto altrimenti, non sarebbe più la Salernitana.
L'altra modalità di rinascita è che il marchio venga comprato da una società calcistica differente, qualunque essa sia, neocostituita o preesistente, che, attraverso l'acquisto, dimostri di far rinascere la Salernitana con l'unico fatto che possa insospettabilmente dimostrarlo. E' la strada più probabile.
Da quanto scritto, ne consegue che la battaglia per riavere la Salernitana risiede nel destino del marchio. Tanto che, in questo periodo storico, in base a queste argomentazioni, una Salernitana che non gioca da tre anni e che ritornerà esclusivamente nella società che lo rileverà, anche diversa da quella salvabile con il concordato, è una Salernitana che di fatto si identifica in esso. Oggi, dunque, la Salernitana è il marchio.
Se l'asta non andrà deserta, come il vecchio cuore granata continua ad auspicare a dispetto di ragione e notizie precise, riavremo una squadra in campo già nella stagione alle porte. Non c'è, infatti, nessuna preclusione all'utilizzo del bene immateriale e si rientra nei termini per la modifica della denominazione, senza alcuna necessità di affiancare al nome della società aggiudicataria il nome cui l'esborso dà diritto. La procedura del cambio è breve e semplice, culminando in un verbale d'assemblea. Se l'asta andrà deserta e il marchio dovesse essere acquistato dopo il termine del 15 luglio, la Salernitana rinascerà parimenti nella società aggiudicataria, ma potrà tornare a chiamarsi Salernitana Sport soltanto dalla prossima stagione.
Se questi sono regole e fatti, riportati con freddezza e obiettività, riflettere sul modo in cui si sta trascinando questa storia è tutt'altra faccenda. La Salernitana sarà venduta per la quarta volta nell'indifferenza di quasi tutto l'ambiente. Che le cose stiano precisamente in questi termini è cosa nota solo attraverso gli sforzi di chi vuol sapere. I mezzi di informazione locali ne parlano esclusivamente in termini giudiziari o economici. Nessuno accenna alla tristezza emotiva della vicenda. Nessuno getta quelle basi minime perchè possano nascere correnti di pensiero diverse da quella unica spaventosamente dominante. Nessuno conferisce la dignità che le spetterebbe ad una questione preliminare come questa. Le voci stonate sono sporadiche e coraggiose. Di queste ne è inconsapevolpemente entrata a far parte una testata giornalistica nazionale, che ha smascherato la verità senza le ipocrisie della provincia, interpretando la vendita del marchio come vendita di un club, senza lesinare amaro sarcasmo sull'esiguità della cifra: quella che in Italia è una squadra di club al prezzo di una Bentley, a Salerno diventa una costosa questione procedurale.
Dal canto loro, quei tanti tifosi che, pur indulgendo da tre anni verso altre soluzioni, condividono con noi la necessità della rinascita della Salernitana, non adottano quell'unico strumento civile ed idoneo per manifestarlo chiaramente: non aspettano la Salernitana lontano dagli stadi di calcio finchè essa non ritornerà.
Per tutte queste ragioni, questo movimento, pure sicuro dell'ennesima diserzione e, successivamente, dell'ennesima menzogna sul conto della nostra storia che si consumerà, auspica comunque che non si offenderà il decoro della Salernitana per la quarta volta e, quando accadrà, lo griderà denunciandolo per quello che è.
5 commenti:
rivogliamo il cavalluccio...
lombardi caccia i soldi
una sola fede un solo simbolo...
lombardi compraci il cavalluccio...
Chiunque possa farlo, un appello: ricomprateci la Salernitana Sport!
Che la Salernitana Sport ritorni ad essere un patrimonio del calcio che conta. Una storia, una fede, un simbolo, non hanno prezzo.
Sincera solidarietà a tutti i supporters della salernitana con l'ippocampo da un tifoso del Napoli
Vito Sansone
sono uno spezzino dalla vostra parte per l'acquisto del vecchio marchio...qua a spezia la socità è fallita a luglio e a ottobre già si è riacquistato il marchio...abbiamo di nuovo il simbolo storico che avevamo gli anni scorsi e sta per essere riattivato acspezia.com,il sito di sempre del club.con un pochino di volontà è una cosa molto semplice,anch'io auspico il ritorno del glorioso cavalluccio.forza spezia.
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